Buone pratiche condivise da tutti. L’esperienza dell’organizzazione no-profit Spectri a Kutaisi, Georgia

Pensare globalmente, agire localmente. Diverse organizzazioni e molti privati cittadini hanno abbracciato questo slogan lavorando verso un mondo più sostenibile e iniziando dal miglioramento delle condizioni delle loro comunità.

Tutto ciò fa parte della rivoluzione silenziosa portata avanti dai cosiddetti creativi culturali dei quali avevo già largamente parlato in questo articolo.

La prova concreta che vi porto oggi proviene dalla Georgia, paese nel quale Spectri, un’organizzazione no-profit fondata da docenti universitarie e scienziate locali attive in diversi campi, tra cui la gestione dei rifiuti, ha collaborato con successo con l’amministrazione locale all’introduzione della raccolta separata della plastica a Kutaisi, seconda città della Georgia. In questa intervista, Ketevan Tskhakaia e Tamar Moseshvili, cofondatrici dell’organizzazione, raccontano la loro incoraggiante esperienza.


Quali ostacoli avete trovato all’inizio, quando è stata introdotta la raccolta separata della plastica?

Iniziare il processo è stato piuttosto difficile in quanto né gli amministratori locali né i cittadini erano consapevoli di ciò che avrebbe comportato.

Tuttavia, la nostra missione è quella di lavorare con il più ampio numero possibile di attori per favorire delle partnership e assicurare uno sviluppo sostenibile per il nostro paese.

Come docenti universitarie, riteniamo che l’istruzione e l’educazione siano essenziali se vogliamo stabilire buone pratiche condivise dalle persone nella vita quotidiana.

 

Quali sono le vostre strategie per sensibilizzare l’opinione pubblica e qual è l’importanza di coinvolgere stakeholder differenti?

Abbiamo cercato di parlare con un ampio numero di persone e di informarle relativamente ai vantaggi di un ambiente migliore. Cerchiamo di sfruttare ogni occasione per sensibilizzare le persone, a partire dai bambini negli asili per arrivare alle nostre presentazioni agli eventi accademici ai quali veniamo invitate.

Quando il nostro progetto per l’introduzione della raccolta seperata della plastica è stato finanziato dall’Unione Europea, abbiamo ricevuto notevole attenzione da parte degli stakeholder locali.

Adesso i nostri amministratori comprendono il potenziale del riciclo e del riuso di materiali che in passato erano invece destinati alle discariche.

 

Potrebbe chiarire meglio quest’ultimo punto relativo al progetto finanziato dall’UE?

Il nome del progetto era Introduction of innovative waste management practices in selected cities of Georgia, Moldova and ArmeniaL’esperienza è stata interessante perché in Georgia e nella nostra città la raccolta differenziata è ancora a una fase pionieristica, anche se nel 2019 i comuni dovranno iniziare a raccogliere in modo differenziato plastica, carta, metallo e vetro.

La nostra città ha iniziato la raccolta della plastica 2 anni fa e stiamo continuando a operare in questo campo. Stiamo preparando pubblicazioni di disseminazione dei nostri risultati per sensibilizzare gli stakeholder e a volte organizziamo anche dei seminari.

Inoltre, stiamo cercando di introdurre e promuovere la separazione della plastica anche in altre città georgiane. Per esempio, con il supporto finanziario dell’ambasciata americana in Georgia, la raccolta della plastica è stata messa in atto con successo in due altre città, Tskhaltubo e Tkibuli.

Inoltre, è opportuno far notare che per la raccolta della plastica usiamo contenitori che sono stati prodotti qui a Kutaisi. Perciò, i nostri progetti contribuiranno anche allo sviluppo di piccole imprese e alla creazione di nuovi posti di lavoro.

Parlando delle imprese, l’introduzione di nuove tecniche per riciclare i rifiuti è di grande importanza. I nostri studi hanno dimostrato che le piccole imprese che ora utilizzano i rifiuti come risorsa seconda erano precedentemente limitate dalla mancanza di conoscenza relativa alle nuove tecnologie. Il nostro impegno va nella direzione di fornire a queste aziende informazioni che le possano aiutare concretamente.   

 

La Georgia è un paese prevalentemente rurale e anche in una città come Kutaisi molte famiglie vivono in case indipendenti: anche il riutilizzo dell’umido è nei vostri piani futuri?

Il progetto di raccolta della plastica a Kutaisi, seconda città georgiana, è iniziato da pochi anni

Il progetto di raccolta della plastica a Kutaisi, seconda città georgiana, è iniziato da pochi anni

10 anni fa l’ambasciata olandese finanziò un nostro progetto di compostaggio. Da allora, abbiamo condiviso le nostre conoscenze relative al compostaggio consegnando un grande progetto per un programma nella zona del Mar Nero due mesi fa.

Se al progetto verrà dato il via libera, verrà costruito un sito apposito per il compostaggio che sarà quindi il primo sito destinato al compostaggio per i comuni della Georgia.

Il nostro scopo successivo sarà condividere le informazioni e i dati tra i comuni e con gli agricoltori, in quanto per loro e per le loro attività è fondamentale conoscere i siti di compostaggio.

Cercheremo di sostenere anche il compostaggio individuale domestico dato che molte famiglie georgiane possiedono un cortile, il che rappresenta un ottimo contesto per il compostaggio domestico.

E’ un’opportunità che non possiamo perdere, considerando che oltre il 30% del totale dei rifiuti prodotti nel nostro territorio è di natura organica.

 

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