Che Cosa Sono I Movimenti Grassroots? Significato ed Esempi

Movimenti Grassroots: Che Cosa Sono?

Si chiamano movimenti grassroots e il significato dell’espressione è normalmente reso in italiano con “movimenti dal basso” o “movimenti di base”.

A differenza di organizzazioni e apparati dotati di strutture di controllo e potere – pensiamo ai partiti politici tradizionali, per esempio – i movimenti grassroots aggregano spontaneamente e autonomamente gruppi di persone unite da un fine comune, che può essere legato a tematiche ambientali o politiche o ad attività di volontariato finalizzate al miglioramento delle condizioni del quartiere o del territorio nel quale gli stessi appartenenti ai movimenti grassroots vivono.

Movimenti Grassroots: l’Esempio di Hazel Henderson e Citizens for Clean Air

Visto il suo carattere spontaneo, non è possibile prevedere dove un movimento di base sarà in grado di arrivare, né la sua longevità. Talvolta ha una durata limitata nel tempo e coinvolge un numero limitato di persone, come nel caso di una campagna per coprire le buche di una piccola strada marginale o magari salvare un albero dall’abbattimento. In altri casi, invece, seppur partendo da un obiettivo piccolo, si può sviluppare in qualcosa di più importante arrivando a coinvolgere gli stessi protagonisti che lo hanno fondato a un punto tale da far cambiare direzione alle loro vite.

E’ stato questo, per esempio, il caso di Hazel Henderson, nata in Inghilterra e residente a New York nei primi anni Sessanta. Preoccupata per la figlioletta, che tornava a casa la sera sempre piena di fuliggine dopo aver giocato al parco con gli amici, la Henderson, che di lavoro faceva la casalinga, iniziò a chiedere alle altre madri se incontrassero gli stessi problemi con i propri bambini, domanda alla quale ricevette sempre risposte affermative. Da lì, la decisione di attivarsi arrivando nel tempo a costituire un comitato dal nome Citizens for Clean Air, il cui scopo era aumentare la consapevolezza dei cittadini relativamente al livello di inquinamento dell’aria.

Dopo tante porte sbattute in faccia e tra mille difficoltà, in primis la resistenza al cambiamento e l’arroganza degli uffici preposti e di diversi funzionari amministrativi, la Henderson e il suo gruppo riuscirono a ottenere una significativa vittoria.  Infatti, le stazioni televisive dello stato di New York iniziarono a inserire nei loro palinsesti, oltre alle previsioni del tempo, anche i bollettini con i dati sull’inquinamento dell’aria e l’iniziativa fu presto adottata da altre emittenti in diverse zone degli Stati Uniti. Per la Henderson, che aveva iniziato a lavorare in Inghilterra piegando capi d’abbigliamento nel retro di una bottega, si trattava soltanto dell’inizio di un percorso che l’avrebbe portata a diventare uno dei massimi esperti ambientali mondiali, un’economista e autrice affermata, nonché un esempio per milioni di donne nel mondo.

Maestro di Differenziata: Rossano Ercolini

Nel 1994 la provincia di Lucca stava per assistere alla costruzione di un inceneritore (o “termovalorizzatore”, per gli amanti del Doublespeak), una struttura che avrebbe avuto un impatto fortemente negativo sull’ambiente e sull’aria della zona. Rossano Ercolini, insegnante in una scuola elementare distante soltanto un paio di chilometri dal sito dove sarebbe stato costruito l’inceneritore, insegnò ai suoi studenti a riciclare la carta e sostituì le bottiglie e le posate di plastica nella scuola con bottiglie di vetro e argenteria.

Preoccupato per le conseguenze sulla salute che l’inceneritore avrebbe avuto, Ercolini sentì che, in qualità di educatore, avrebbe dovuto fare qualcosa per informare la comunità locale relativamente ai rischi che l’inceneritore stesso avrebbe portato. Organizzò dunque diversi incontri informativi, invitando a parlare anche scienziati ed esperti che sensibilizzassero il pubblico.

Essendo cresciuto nei cittadini il senso di responsabilità di fronte al problema della sostenibilità ambientale, la provincia di Lucca cancellò la costruzione dell’inceneritore, dando a Ercolini la responsabilità di studiare un piano di gestione dei rifiuti: Capannori, la cittadina di Ercolini, raggiunse l’82 per cento nella raccolta differenziata, un dato incredibile. Da allora, Ercolini collabora con diversi produttori per cercare soluzioni di imballaggio eco-sostenibili e come consulente per la gestione dei rifiuti in zone più arretrate dal punto di vista della differenziazione. Nel 2013, è stato premiato con il prestigioso Goldman Environmental Prize, un riconoscimento internazionale assegnato ai leader di movimenti grassroots che, nonostante avversità e ostacoli, concretamente hanno contribuito a realizzare progetti per rendere il loro ambiente più sostenibile o, ancora più semplicemente, migliore.

Movimenti GRassroots: Significato ed Esempi

Movimenti Grassroots: Significato ed Esempi

L’Esempio Eterno di un Grande Attivista: Martin Luther King

 Chissà se, dalla piccola Montgomery, nell’Alabama segregazionista degli anni Cinquanta, il reverendo Martin Luther King avrebbe mai pensato di diventare “Martin Luther King”. Il sogno di fratellanza e uguaglianza era probabilmente già nella sua testa, ma quasi sicuramente non avrebbe mai pensato che da un piccolo boicottaggio, secondo cui nessun nero avrebbe preso l’autobus nella piccola città fino a quando non sarebbe stata abolita la segregazione razziale sui mezzi pubblici, si sarebbe arrivati a un movimento su scala nazionale con eco e supporto in tutto il mondo. Possiamo dire quindi che anche Martin Luther King, inizialmente, è stato quindi leader di un movimento grassroots.
 A tale proposito, in un passo della sua biografia, a proposito di eventi successivi a Montgomery, il reverendo King avverte circa la necessità che una campagna si ponga degli obiettivi volta per volta, per far crescere il morale degli attivisti grazie a piccole, ma significative vittorie: “Se dovessi rifarlo una seconda volta, guiderei la dirigenza negra di quella comunità in modo diverso. L’errore che ho fatto è stato di protestare contro il segregazionismo in genere, e non contro un suo singolo e specifico aspetto. La nostra protesta era così vaga che non abbiamo ottenuto niente, e tutti siamo rimasti depressi e disperati. Sarebbe stato molto meglio concentrare gli sforzi sull’obiettivo di abolire il segregazionismo sugli autobus oppure nelle caffetterie. Una vittoria simile sarebbe stata simbolica, avrebbe galvanizzato i sostenitori e ne avrebbe sollevato lo spirito. Ma non voglio intendere che il nostro lavoro ad Albany si sia risolto in un fallimento. E quel che abbiamo imparato ad Albany dai nostri errori è servito a rendere più efficaci le successive campagne in altre città.

 

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