Discriminazioni di Genere nella Lingua. Dallo Sbarco sulla Luna ai Giorni Nostri

Women man“Un Piccolo Passo per un Uomo”…. E per una Donna? Il Maschilismo dello Sbarco sulla Luna

That’s one small step for a man, one giant leap for mankind.”   Così parlò Neil Armstrong, primo uomo a posare il piede sulla Luna. All’interno delle diatribe tra quelli (pochi) che non credevano all’allunaggio e quelli (tanti) impegnati a glorificare l’evento e tra coloro (circa la metà del mondo) contenti che fossero stati gli USA a vincere la corsa verso la Luna e coloro (l’altra metà) che avrebbero voluto un sovietico a piantare la bandiera con la falce e il martello, a nessuno in realtà è venuta in mente una cosa: la frase di Armstrong è maschilista.

In realtà, forse il povero Armstrong maschilista non lo era nemmeno: era la lingua da lui parlata, l’inglese, a riflettere la visione patriarcale della società in cui viveva e a non dargli possibilità di scelta, visto che la parola man poteva e può essere usata sia in relazione all’essere umano in generale sia a un individuo di sesso maschile.

Discriminazioni di Genere in Ambito Linguistico

Non che nel presente le cose siano cambiate ancora tanto profondamente. A livello generale, tuttava, diversi studiosi ci dicono che stiamo attraversando una fase di transizione verso valori più “femminili”, quali per esempio la maggiore attenzione per l’ambiente, per rapporti armoniosi e per la conservazione della vita.

Dal punto di vista linguistico, il cambiamento da una visione maschilista (spesso accettata anche dalle stesse donne) a una quantomeno più equilibrata si riflette in tentativi di maggiore sex equality nella scelta di alcuni termini.

Pensate in italiano a “presidentessa” oppure alla parola inglese spokesperson, più politicamente corretta rispetto al termine spokesman, che fino a poco tempo fa poteva indicare un “portavoce” di sesso sia maschile sia femminile.

La branca linguistica dei gender studies, o studi di genere, si è concentrata inoltre su diversi altri casi interessanti: per esempio, in inglese, come in italiano, spinster, “zitella”, ha una connotazione (fortemente) negativa, diversamente da bachelor, “scapolo”.

Pari Opportunità nella Lingua: Soltanto una Questione di Political Correctness o Qualcosa in Più?

La strada per uscire dalla discriminazione linguistica porta a cercare soluzioni nuove, non sempre semplificate, come nel caso del Congresso statunitenese, il quale, anziché dibattere sull’uso di Congressman o Congresswoman ha optato per il neutro Member of Congress. Analoghi sono i casi di chairperson, termine neutro che va a sostituire chairman e chairwoman, “presidente”, e spokesperson al posto di spokesman e spokeswoman, “portavoce”.

Il punto è – tornando a Neil Armstrong – che una lingua è lo specchio dello spirito del tempo della società nella quale è parlata. L’inglese parlato al tempo dell’allunaggio (luglio 1969) rifletteva la tendenza di una società ancora fortemente patriarcale, benché già invasa dalle minigonne, dominata per secoli dai valori tradizionalmente “maschili” di Comando, Conquista, Controllo. Per quanto possano talvolta apparire forzati, i tentativi linguistici che vanno nella direzione di un maggiore equilibrio fra generi non devono essere sottovalutati, in quanto segnali di un cambio di rotta avvertito come necessario che si inserisce in un contesto di cambiamento di valori molto più ampio, del quale ho già parlato a proposito dei Creativi Culturali.

 

 

 

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