Una Grande Opera Utile? Mantenere e Promuovere la Salute – Intervista a Valerio Gennaro, Medico Epidemiologo

Qualche Notizia in Più sulla Salute e Qualcuna in Meno sul PIL?

I mezzi di informazione mainstream riservano alla salute un ruolo secondario, per non dire marginale, rispetto agli umori della finanza, dell’economia e della politica. A testimonianza di ciò, è sufficiente fare un piccolo sondaggio tra i lettori di quotidiani o i telespettatori comuni per scoprire che, se tutti hanno almeno una volta sentito parlare del Prodotto Interno Lordo, o PIL, per non parlare dello spread che un paio d’anni fa ha causato la caduta dei governi greco e italiano, nessuno o quasi è a conoscenza dell’Healthy Life Expectancy, un indice che misura la speranza di vita sana.

Un punto di spread è davvero così importante rispetto a ciò che ci fa rimanere in salute o a ciò che causa una malattia?

Economia, finanza e politica sono certamente aspetti importanti della vita del XXI secolo, ma subordinare a esse le altre discipline e studiare le materie a compartimenti stagni sono proprio gli errori che questo blog vuole evitare, preferendo invece pensare che la vita abbracci tutti i fenomeni e che sia necessario un approccio “sistemico” a essa, per usare la definizione dello scienziato Fritjof Capra.

Per parlare della stretta connessione tra tematiche quali economia, politica, gestione dei rifiuti, informazione e salute, ho intervistato il Dott. Valerio Gennaro, epidemiologo dei Medici per l’Ambiente e dirigente medico dell’IRCCS ospedale-Università San Martino di Genova.

Intervista a Valerio Gennaro, epidemiologo

Intervista a Valerio Gennaro, epidemiologo

Intervista a Valerio Gennaro, Epidemiologo e Oncologo

L’esperienza ci insegna che non sempre gli esperti di salute chiamati a intervenire in televisione o sui giornali nazionali si sono comportati in maniera intellettualmente onesta, per esempio sponsorizzando la somministrazione di farmaci o vaccini di dubbia efficacia – basti pensare al caso dell’influenza suina. La complessità della materia, però, presuppone competenze specifiche per cui per il lettore o l’ascoltatore medio è difficile capire di chi potersi fidare. Può darci un consiglio su come reperire informazioni accessibili e comprensibili che non siano pilotate da interessi economici di pochi?

Ci sono diversi aspetti da considerare. In primis, il messaggio, o meglio il “pensiero unico”, che viene in genere fatto passare dai media relativamente alla salute è: tutto va bene e, se c’è qualche problema, risolvilo facilmente delegando ai farmaci o all’intervento medico. Oltre a ciò, sembra che per far andare tutto a posto basti stare un po’ più attenti a tavola, trattenersi nel bere e limitarsi nel consumo di sigarette.

Un secondo problema di informazione è quello dell’invasività del “tuttologo”, una sorta di guru del teleschermo che inizialmente viene interpellato per la sua esperienza di medico specializzato in un certo campo per arrivare poi a essere consultato in relazione a qualsiasi argomento: dai rifiuti, alla produzione dell’energia, al nucleare, agli OGM, ai campi elettromagnetici, all’inquinamento, ecc. In realtà, ci sono molti esperti preparati e intellettualmente onesti che avrebbero tanto da dire non solo sul presente ma anche sulle prospettive future, perché il compito di chi fa ricerca è proprio quello di aiutare capire in quale direzione sarebbe utile andare, partendo dalla conoscenza attuale secondo gli strumenti a disposizione.

Il problema è che a molti di questi ricercatori non viene data visibilità, perché le cose che affermano vanno in controtendenza rispetto agli interessi di chi ci ha condotto allo sfacelo socioambientale nel quale siamo. Invece, viene appunto dato spazio ai dati di peggiore qualità scientifica e a chi tranquillizza e sostiene che, tutto sommato, le cose vanno bene così.

Ma veniamo proprio ai dati per fare un esempio concreto: come ho spiegato in altre interviste, non si parla a sufficienza della Healthy Life Expectancy, ovvero la speranza di vita sana. Si tratta di un indicatore fondamentale che interessa tutti da vicino, in quanto rivela l’età media alla quale le persone iniziano ad essere disabili, ovvero ad avere problemi seri di salute e quindi vedono limitarsi la propria possibilità di vivere una normale vita quotidiana.

Ebbene, i dati pubblicati dall’Eurostat rivelano che ci sono molti più malati in Italia rispetto a dieci anni fa, il che non è attribuibile al mero effetto dell’anzianità. La Grecia, invece, della quale sentiamo parlare soltanto per via del suo debito pubblico, ha per esempio una Healthy Life Expectancy migliore rispetto a quella italiana.

C’è chi dirà, sempre dati alla mano, che la speranza di vita si è allungata. Ma della qualità di tale vita non ci vogliamo interessare?

 

Sempre più persone si informano tramite la Rete. Vuole indicarci qualche sito web affidabile nel campo della salute?

Il mio consiglio – si tratta peraltro di una cosa semplice da fare – è quello di partire sempre dai dati ufficiali, anche se per esempio in Italia, aspetto scandaloso, essi vengono pubblicati con notevole ritardo. I siti dell’ISTAT e dell’Eurostat, comunque, per quanto abbiano dei limiti, forniscono dati per formarsi un’idea soddisfacente. Un altro portale serio è quello dell’AIRTUM, l’Associazione Italiana dei Registri Tumori, che attraverso i dati sul cancro in Italia mostra che l’incidenza dei tumori non sta diminuendo e che quindi non c’è prevenzione primaria. Non basta infatti diagnosticare il tumore – cosa spesso avvertita  come una sentenza di morte e che quindi davvero rovina la vita di tante persone  – ma bisogna creare le condizioni sociali e ambientali per far sì che le persone non s’ammalino.

Sempre rimanendo in tema di consultazione di dati ufficiali, consiglio anche di visitare i siti degli assessorati regionali alla Salute, le cosiddette ARS, e all’Ambiente. Su questo tema vorrei  menzionare anche il sito di ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) e della European Environmental Agency. Invece, per chi fosse interessato ad avere dati su amianto e mesoteliomi, rimando al Registro Nazionale Mesoteliomi (RENAM)

A livello internazionale vorrei inoltre segnalare la IARC (International Agency for Research on Cancer), diretto dal 1982 al 1993 da un italiano, l’oncologo Lorenzo Tomatis, (purtroppo deceduto prematuramente nel 2007).

 

Dal quadro che mi ha fornito, appare chiaro come la salute e la prevenzione non possano continuare ad avere un ruolo subalterno rispetto all’economia o alla finanza.

E’ evidente che la salute è strettamente legata alle scelte che vengono fatte nelle sfere ambientale ed economica. Come dicevo, anziché essere analizzati nella loro complessità i problemi vengono minimizzati e parcellizzati, se non addirittura oscurati.

Per esempio, invece di guardare le cause della mortalità nel loro insieme, l’informazione tende a concentrarsi soltanto sui tumori, magari su due o tre tipologie di tumori in particolare, ma gli stessi tumori si distinuono in oltre 200 tipi differenti. Ovviamente, essi hanno un ruolo rilevante nella mortalità in diversi paesi, ma esistono una miriade di malattie causate dall’inquinamento ambientale, e da cause sociali.

Tra le patologie poco celebri ma molto frequenti dobbiamo ricordare almeno le malattie ormonali, cardiovascolari, psichiatriche, immunitarie. Il problema è quindi ben più grave.

Il cancro, peraltro, ha spesso una lunga latenza (rispetto alla sua origine) e può anche permettere una lunga sopravvivenza (es. tumore alla laringe) mentre ci sono malattie con latenza più breve che possono causare la morte in un lasso di tempo molto breve (es. malattie cardiovascolari).

È stato riscontrato che in alcune zone, nelle giornate immediatamente successive a picchi di inquinamento, muoiono o s’ammalano molte più persone proprio per patologie cardiorespiratorie.  Evidente e documentata è inoltre l’incidenza nociva degli inceneritori, dei quali la propaganda arriva talvolta a dire che producono “aria più pulita”. Su tutti questi aspetti sono le amministrazioni in primis che devono essere istruite affinché intervengano in maniera pronta.

PS 1

Sembra chiaro che la sfida cruciale sia come passare da un sistema economico basato sul concetto di crescita illimitata a un sistema che sia ecologicamente sostenibile e socialmente equo. “Niente crescita” non è la soluzione. La crescita è una caratteristica della vita. […] In questo scritto vogliamo definire e illustrare questo tipo di crescita equilibrata e sfaccettata, ben nota ai biologi e agli ecologi, applicandone i principi all’economia e in particolare all’attuale crisi economica. Proponiamo di chiamarla “crescita qualitativa”, in contrapposizione al concetto di crescita quantitativa usato dagli economisti.

Fritjof Capra, Hazel Henderson – Crescita Qualitativa

PS 2

A pag. 26 , segnalo, su indicazione del Dott. Valerio Gennaro, dodici regole per evitare i danni da uso di telefoni cellulari

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