Great Garbage Patch: Che cos’è?

Una grande zuppa (di spazzatura) assente dalle mappe

C’è un’immensa zuppa di spazzatura che galleggia sull’Oceano Pacifico settentrionale. Se non ne avete mai sentito parlare e se non la conoscete, non siate impressionati. Non è indicata sulle mappe ed è difficilmente visibile a occhio nudo, né viene mostrato in modo evidente dalle immagini riprese dai satelliti.

Ciò è possibile in quanto questo ammasso è composto quasi per intero da piccolissimi detriti di plastica – detti microplastiche – che galleggiano sulla superficie dell’oceano insieme ad altri oggetti più grandi come bottiglie, tappi di bottiglia, reti da pesca, monitor di computer e vari altri oggetti persi o abbandonati da piattaforme petrolifere o da navi che attraversano l’oceano. Essendo costituito da rifiuti, non è un caso che l’isola sia stata definita Great Garbage Patch (letteralmente la “Grande Toppa di Spazzatura”).

Great Garbage Patch: Che cosa è?

Great Garbage Patch: Che cosa è?

La scoperta del Capitano Moore

Spesso tristemente sottovalutata, la Great Garbage Patch – detta anche Pacific Trash Vortex – è al momento uno dei fenomeni più gravi di inquinamento ambientale al mondo.

Sebbene la sua esistenza fosse stata prevista da tempo da esperti ambientali e oceanografi, fu Charles Moore, capitano di un’imbarcazione da regata al ritorno da una competizione, sulla rotta verso la California, a scorgere per primo i relitti nel vortice subtropicale nel Pacifico settentrionale, una zona normalmente evitata da coloro che vanno per mare.

“Osservando la superficie dal ponte di ciò che sarebbe dovuto essere un oceano intonso, mi trovai di fronte, fino a dove lo sguardo poteva spingersi, alla vista della plastica. Sembrava incredibile, ma non riuscivo a trovare uno spazio libero. Nella settimana che occorse per attraversare l’alta subtropicale, dovunque e qualsiasi ora io guardassi, i detriti di plastica galleggiavano ovunque: bottiglie, tappi, confezioni da regalo, frammenti,” scrisse.

Non un’isola geograficamente localizzabile o stabile

Ma quali sono le dimensioni della Great Garbage Patch? Alcuni sostengono che sia grande quanto il Texas.

In realtà, le dimensioni non possono essere calcolate con precisione: se in alcuni punti la massa è più visibile, ciò purtroppo non significa che la presenza dei detriti sia limitata soltanto ad alcune aree. Per capire meglio, è opportuno pensare all’analogia con lo smog, che è più concentrato in alcune zone rispetto ad altre, ma non si può dire che sia confinato a esse..

Una cosa è sicura: l’impatto del vortice sull’ecosistema è devastante. In un processo noto come fotodegradazione, la luce solare sminuzza i rifiuti in plastica in parti piccolissime che vengono scambiate per cibo o ingerite da uccelli, pesci o tartarughe che popolano l’area dell’oceano, mentre altre specie rimangono intrappolate in reti abbandonate in mezzo al mare.

Per questa ragione, è fuorviante pensare al Great Garbage Patch come a un’isola o una montagna di rifiuti ben localizzate e più o meno stabili. Si tratta invece di una sorta di “zuppa” composta da frammenti di plastica di varie dimensioni, alcuni quali sono talmente piccoli da non essere visibili a occhio nudo a meno che non si raccolga l’acqua per analizzarne il contenuto.

Quali soluzioni?

Gli investimenti da fare per ripulire gli oceani – ci sono anche altre patch in altre zone del Pacifico così come nell’Atlantico e nell’Indiano; è stata inoltre individuata una mini-patch nel Mediterraneo – sono enormi. Peraltro, al momento non è nemmeno possibile essere certi di dove sia finita tutta la plastica in mare: una quantità indefinita e al momento indefinibile potrebbe già aver raggiunto i fondali marini.

Guardando con interesse a sistemi innovativi per raccogliere i frammenti che galleggiano in superficie, è evidente che l’unica soluzione, al momento, è non peggiorare la situazione e lavorare all’aspetto preventivo, il che presuppone una presa di coscienza individuale e collettiva per un cambiamento di stile di vita, ma anche interventi legislativi efficaci e una presa di responsabilità da parte delle aziende nella fase di progettazione industriale dei prodotti.

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