L’Inglese, Una Lingua Franca Globale

Per questo la si chiamò Babele, perché là il Signore confuse la lingua di tutta la terra e di là il Signore li disperse su tutta la terra.

Anche chi non ha particolare familiarità con il libro della Genesi conosce la storia della torre di Babele che, secondo la Bibbia, rappresenta l’evento all’origine della diversità delle lingue parlate dagli uomini.

Senza voler apparire blasfemo, da allora i tempi e le circostanze sono cambiati e, per quanto non ancora diffusa tra tutti gli abitanti del pianeta, possiamo affermare che oggi una lingua franca globale esiste di

L'Inglese, Una Lingua Franca Globale

L’Inglese, Una Lingua Franca Globale

nuovo: l’inglese.

Un English Speaker Ogni Tre Persone

Un ragazzo tedesco e la sua fidanzata giapponese; un manager indonesiano e la sua collega pari grado svedese;  uno studente indiano e una studentessa italiana, entrambi alle prese con un Dottorato negli USA; un turista russo e una receptionist spagnola. Sono tutte situazioni verosimili che ritraggono persone le quali, non condividendo la stessa lingua madre, ricorrono all’inglese per comunicare. Questo è ciò che s’intende per lingua franca globale.

Su una popolazione mondiale di sette miliardi di persone, il numero di English speaker viene stimato in due miliardi circa: più o meno una persona su tre. Peraltro, si suppone che la cifra sia destinata a crescere  nel tempo, se si considera che, soltanto in Cina, circa 300 milioni di studenti studiano l’inglese.
Ovviamente, non dobbiamo pensare ai due miliardi di English speaker come a una massa omogenea: i livelli di competenza variano da persona a persona già all’interno delle nazioni anglofone e, in maniera ancora più evidente, da paese a paese. Proprio per tale ragione, gli studiosi della lingua hanno individuato tre macro-categorie nelle quali suddividere i territori nel quale l’inglese è parlato.

English as a Native Language (ENL)
Appartengono a tale categoria i territori quali la Gran Bretagna, l’Australia, la Nuova Zelanda, gli Stati Uniti: in questi paesi l’inglese occupa una posizione di assoluto rilievo rispetto ad altre lingue eventualmente presenti. A tale proposito, è curioso osservare che né in Gran Bretagna né negli USA esistono leggi che stabiliscono la preponderanza dell’inglese rispetto ad altre lingue nonostante, in entrambi i casi, la massiccia presenza di comunità originarie di altri paesi possa essere percepita come una minaccia nei confronti dell’inglese – basti pensare a quanto forte è la presenza dello spagnolo negli States di confine con il Messico o in Florida.

Al gruppo dei territori ENL vanno aggiunti l’Irlanda (anche se ufficialmente la presenza dell’inglese è affiancata da quella del gaelico irlandese), il Canada (a maggioranza francofona, però, nella regione del Québec) o il Sudafrica (nel quale l’inglese è una tra tante lingue ufficiali del paese).

English as a Second Language (ESL)
Comprende i  territori nei quali l’inglese è utilizzato nell’ambito accademico o nella redazione di documenti amministrativi ufficiali.

Tra gli altri, India, Pakistan, Nigeria e Sudan del Sud – non a caso ex-colonie del British Empire –  fanno parte di questa macro-categoria.

English as a Foreign Language (EFL)
L’ultimo gruppo, che può essere a sua volta suddiviso in due sotto-categorie, comprende i territori nei quali l’inglese è una lingua straniera che viene appresa soltanto a partire dalla scuola. Nel primo sottogruppo possiamo inserire la Finlandia, la Svezia, la Danimarca e i Paesi Bassi: pur non godendo di status di lingua ufficiale, il livello medio di competenze linguistiche in inglese in questi paesi è tale da assimilarlo a una seconda lingua.

Dell’ultimo sottogruppo, invece, fanno parte territori come la Cina, l’Italia, il Giappone, la Germania, la Spagna e tutti i paesi nei quali la lingua ufficiale è diversa dall’inglese, il quale viene tuttavia riconosciuto per il suo ruolo di lingua franca internazionale.

L’importanza di avere un buon livello di inglese è legata in questi casi alla percezione di maggiori opportunità di carriera a livello professionale e/o accademico e all’idea che, senza una conoscenza adeguata dell’inglese, sia difficile proseguire lungo il percorso del lifelong learning (apprendimento continuato), dato che le pubblicazioni riguardanti le innovazioni in diversi campi della conosecnza sono pubblicate in gran parte in inglese.

Perché l’Inglese e Non Altri
L’inglese non è diventato la lingua franca globale a causa di caratteristiche particolari: non è né più gradevole, né più orecchiabile, né più semplice rispetto ad altre lingue. Ha avuto, però, un grosso merito: trovarsi al posto giusto al momento giusto.

Nel XX secolo, in cui le comunicazioni a livello internazionale si sono notevolmente intensificate, l’inglese era presente, con il già citato British Empire e negli USA, in tutti e cinque i continenti, caso unico nella storia. La supremazia economica e militare americana, poi, accompagnata da quella cinematografica – Hollywood è da sempre una delle armi più affilate della propaganda egemonista americana – ha fatto il resto.

L’avvento di Internet e l’affermarsi della tecnologia, infine, ha dato la spinta definitiva: indovinate che lingua si parla nel paese in cui hanno il quartier generale Apple, Microsoft, Facebook e Google (quattro nomi a caso)?

Il Futuro E’ dell’Inglese?

Il declino degli Stati Uniti, lento ma inesorabile, a favore di altri giganti quali la Cina, la Russia o l’India, potrebbe far pensare a un ruolo più marginale dell’inglese stesso. Tuttavia, diversi elementi suggeriscono che in realtà, perlomeno nel medio termine, l’inglese manterrà il ruolo di lingua franca globale senza esser minacciato.

In primis, insieme ad altre lingua o in solitaria, l’inglese è la lingua ufficiale delle principali istituzioni e organizzazioni internazionali (Nazioni Unite, World Trade Organization, NATO, ecc.). In modo più o meno ufficiale è inoltre la lingua delle multinazionali private. In campo scientifico, poi, ricerche e aggiornamenti sono normalmente pubblicati prima in inglese e poi in altre lingue.

E poi, quali sono i possibili concorrenti dell’inglese? Lo spagnolo è molto diffuso anche negli USA, oltre che in America Latina, ma a livello globale non rappresenta una vera insidia. La crescita della Cina spinge diversi studenti in Occidente ad avvicinarsi al cinese, ma allo stesso tempo, come ricordavo prima, non bisogna dimenticare che decine di milioni di cinesi stano studiando l’inglese.

Insomma, sembra che perlomeno nel medio termine, l’inglese sarà ancora la lingua per la quale il sole non tramonta mai.

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