Quando ambiente, educazione ed economia s’incontrano. L’esperienza di Savignano sul Panaro (Modena)

Pensare globalmente, agire localmente: uno slogan di cui ho già parlato altre volte che fa da filo conduttore ai contenuti di questo sito.

In linea con questo spirito è anche l’esperienza di Germano Caroli, sindaco al secondo mandato di Savignano sul Panaro, un comune della provincia di Modena.

“Sono stato eletto con una lista civica che si è stretta attorno a una visione attenta all’ambiente e a una corretta gestione dei rifiuti,” spiega il sindaco.

“Ci siamo concentrati sui rifiuti perché normalmente si tratta di una voce pari a circa il 20% dei costi di bilancio all’interno di un Comune e che quindi rappresenta una tematica da affrontare, in un momento nel quale ci sono stati tagli significativi nei finanziamenti alle amministrazioni locali. Quindi, da un lato volevamo prendere decisioni sostenibili dal punto di vista ambientale, ma allo stesso tempo volevamo assicurarci che esse non avrebbero causato scompensi di tipo finanziario.

Spazi per conferire la differenziata all'interno della scuola

Spazi per conferire la differenziata all’interno della scuola

Tutti vorrebbero guidare una Ferrari, ma come prima cosa bisogna assicurarsi di avere i soldi per comprarla senza indebitarsi.”

Il paragone con la “Rossa di Maranello”, altro comune del modenese, non è certo casuale in queste zone.

“Studiando il testo unico ambientale abbiamo trovato che è possibile raccogliere in modo differenziato i rifiuti all’interno degli istituti scolastici senza bisogno di particolari autorizzazioni.  La norma sostiene, infatti, che nelle scuole può essere realizzata la raccolta differenziata purché non vi siano scopi speculativi e purché l’azione sia accompagnata da un progetto educativo di sensibilizzazione ambientale.”

E’ così che nel 2012 è nato dunque il progetto didattico “Dea Minerva”, in linea con gli obiettivi dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile tracciata dalle Nazioni Unite. All’interno del documento consuntivo relativo alle attività del progetto nel 2016 si legge: “Lo sviluppo sostenibile è la capacità della nostra specie di riuscire a vivere, in maniera dignitosa ed equa per tutti, senza distruggere i sistemi naturali da cui traiamo le risorse per vivere, senza oltrepassare le loro capacità di assorbire gli scarti e i rifiuti dovuti alle nostre attività.”

Il progetto prevede che i genitori e i loro ragazzi possano conferire a scuola, anziché nei tradizionali cassonetti, i rifiuti – meglio chiamarli risorse – della raccolta differenziata.

Chi aderisce al progetto lo fa con entusiasmo e piena consapevolezza, per cui la qualità dei prodotti conferiti a scuola – bottiglie di plastica, cartoni, ecc. – arriva in condizioni ottime per essere poi portata in un magazzino gestito dal Comune, il quale organizza poi il trasporto diretto al riciclatore. La vendita che ne deriva genera un ricavo che l’amministrazione comunale accredita direttamente alla scuola stessa.

“Molto spesso – prosegue il sindaco – il problema della differenziata nei cassonetti è che se da un lato il cittadino virtuoso si libera del prodotto dopo essersi assicurato che sia in buone condizioni, dall’altro lato il cittadino meno attento spesso sbaglia il contenitore o conferisce un prodotto sporco, il quale va a intaccare quelli buoni lasciati dal cittadino virtuoso. Di conseguenza, la qualità dei prodotti nel cassonetto diminuisce e soltanto dopo una costosa opera di selezione e di pulizia da parte del gestore della raccolta dei rifiuti si può organizzare il trasporto verso il riciclatore.”

“Al nostro progetto, invece, aderiscono persone fortemente motivate e sensibili alle buone pratiche come effetto dell’attività educativa che abbiamo fatto a scuola. Il risultato è notevole: stando alla tendenza registrata in questi anni, alla fine del 2018 prevediamo di avere erogato complessivamente 100.000 euro alle scuole. Parallelamente, cresce anche la consapevolezza nei cittadini che la tutela dell’ambiente può andare a braccetto con la prosperità economica e finanziaria.”

“Questa raccolta, peraltro, non si pone in antitesi rispetto a quella operata dal gestore, ma diventa complementare a essa,” sottolinea il sindaco Caroli.

In altre parole, si tratta di un ottimo modello di win-win economy, per cui nessuna delle parti coinvolte subisce un impatto negativo.

“In sintesi, abbiamo semplicemente cercato di ragionare come ragionano i nostri cittadini per capire come metterli in condizione di adottare comportamenti virtuosi che vanno a beneficio di tutta la comunità da ogni punto di vista.”

Le iniziative di Caroli e della sua giunta non si esauriscono qui.

“Ultimamente – conclude – consci del problema globale dell’inquinamento causato dalla plastica, abbiamo organizzato eventi culturali per partecipare ai quali non abbiamo chiesto soldi, ma solo contenitori di plastica. Quindi, se si voleva assistere, bisognava pagare l’ingresso portando una bottiglia o prodotti simili, che venivano raccolti per poi seguire un processo analogo a quello del progetto con le scuole.”

Nel consuntivo 2016 del progetto si parla di: “Esigenza di azioni concrete e continuative in difesa del pianeta Terra.”

I rifiuti sono in realtà preziose risorse

I rifiuti sono in realtà preziose risorse

Per quanto il progetto sia stato ideato dall’amministrazione locale, la sensibilizzazione dei cittadini attraverso l’educazione, il loro coinvolgimento in prima persona e la loro presa di responsabilità giocano un ruolo decisivo nel raggiungimento degli obiettivi prefissati. Quello di Savignano sul Panaro è un esempio luminoso di partecipazione democratica e di idealismo pratico secondo il principio di “ricerca-azione” illustrato dallo psicologo Kurt Lewin per cui la ricerca non può essere slegata dalla verifica pratica.

 

 

 

 

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